logomwh

Iscriviti alla Newsletter di MWH

Terms and Condition
Joomla : MWH Global

Siti minerari e responsabilità socio-ambientale: un binomio possibile.

Senza le materie prime di natura estrattiva, oggi il nostro progresso tecnologico sarebbe impensabile. Dallo zolfo della prima Era Industriale alla silice del moderno fotovoltaico, dal platino dei catalizzatori al grezzo per i carburanti, l’industria mineraria è ancora la protagonista indiscussa dell’economia mondiale. Lo sfruttamento di queste preziose risorse, tuttavia, comporta degli impatti ambientali e sociologici che il passato racconta come devastanti e il futuro vede come reali opportunità di sviluppo sostenibile.

La questione è storicamente molto spinosa. L’estrazione dei metalli dal sottosuolo ha spesso fatto uso di sostanze altamente inquinanti. La trasformazione paesaggistica e sociale che hanno subito molti territori che circondano le miniere è stata profonda. Le attività di estrazione richiedono grandi quantità di acqua, che spesso è stata sottratta alle popolazioni residenti e restituita inquinata in falda.

Eppure, anche l’industria mineraria ha storie positive da raccontare, fatte di responsabilità sociale ed ambientale, attenzione al territorio e all’economia locale. MWH opera come consulente ambientale per l’industria mineraria in tutto il mondo da lungo tempo ed ha avuto il privilegio di contribuire a queste storie. Eccone due, direttamente dal Perù e dalla Toscana.

Apurimac y Cusco  

AF - Niños

Apurimac

Apurimac è una bellissima regione del Perù centro-meridionale, il cui nome significa “dove parlano gli Dei”. Cusco è la regione immediatamente confinante ad est. In questa parte del Paese, il consorzio minerario Apurimac Ferrum (AF) possiede una concessione territoriale con la quale avvierà un’attività di estrazione di materiali ferrosi e la loro relativa esportazione. Lo studio di fattibilità ha rivelato un potenziale enorme: forse il maggiore sito di minerali ferrosi di alta qualità del Perù.

 Pochi mesi fa, AF ha chiesto l’assistenza di MWH per sviluppare una “strategia sociale” rivolta ai principali stakeholder locali.

Le nostre concessioni sono confinanti con 70 comunità contadine proprietarie terriere, pertanto abbiamo bisogno del loro consenso per ogni attività, dalla geologia superficiale a studi ambientali o perforazioni” spiega Fernanda Montenegro, di AF.

Sarebbe bastato uno Studio di Impatto Ambientale (SIA) tradizionale, ma AF decide di andare al di là e di realizzare, appunto, una vera e propria strategia sociale multi-stakeholder.

L’idea è di creare dei Laboratori di Partecipazione Cittadina” continua la Montenegro. “Il primo sarà volto a informare la popolazione su tutte le attività previste sul loro territorio, spiegando gli aspetti di SIA richiesti direttamente dal Ministero dell’Energia e delle Miniere per autorizzare le perforazioni di indagine geologica. Alla fine dello SIA un altro Laboratorio si occuperà di spiegare le indagini realizzate e gli impegni di bonifica ambientale che seguiranno le perforazioni.”

E aggiunge: “La strategia sociale che stiamo mettendo in atto è fondamentale. Noi non vogliamo semplicemente inviare ai residenti delle richieste di permesso d’accesso ai loro terreni. Bisogna conoscere a fondo la cultura contadina locale e rispettarla, ricordarsi degli errori del passato che hanno generato tanta diffidenza. Il nostro è un lavoro lento, che comporta il coinvolgimento di persone che parlino la lingua Quechua e si guadagnino la fiducia della gente. In alcuni casi, è necessario conoscere le loro esigenze sanitarie, educative, agricole ed economiche, e vedere come li si può aiutare o consigliare. Un processo veramente strategico richiede dal 6 a 10 mesi, a volte anche prima di iniziare lo SIA.”

Le Colline Metallifere toscane

 

 Nel 1898 a Gavorrano, vicino Grosseto, vengono rinvenute delle grosse quantità di pirite, un minerale utilizzato principalmente per produrre acido solforico. Da allora la vita in questa piccola cittadina non sarà più la stessa e la sua storia sarà segnata da uno sviluppo economico fortemente dipendente dalle miniere. Dopo essere stata la più grande miniera di pirite d’Europa, però, Gavorrano cessa la sua attività nel 1980, lasciando un’eredità scomoda al territorio. La svolta arriva nel 2003, quando si inaugura il grande Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano.

Il Parco comprende aree di grande rilevanza mineraria ed altre di notevole interesse naturalistico come i Bacini di San Giovanni (ex bacini di flottazione della miniera, oggi piccolo specchio d’acqua frequentato da Germani e Moriglioni) e il Monte Calvo, la cima più alta del Comune, zona di così elevato valore da meritare di essere inserita tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC) censiti dalla Regione Toscana.

Nel 2011, MWH ha potuto contribuire al recupero delle Colline Metallifere” spiega, Antonino Rapisardi, Account Manager e responsabile del progetto. “Il sito minerario di San Giovanni è costituito da 9 bacini che si sviluppano su un’area di circa 50 ettari, di cui i primi sei, situati a Est, costituiscono i cosiddetti “bacini antichi” in quanto coltivati nei primi decenni del ‘900, mentre gli altri, ubicati nella parte più a Ovest dell’area, sono legati all’attività mineraria più recente. L’intervento di progetto ha previsto la Messa in Sicurezza Permanente, in termini geotecnici, ambientali ed idraulici, e il recupero paesaggistico dell’area. In linea generale, l’obiettivo principale dell’intervento consiste nel reintegrare l’area dei Bacini nel contesto paesaggistico e territoriale circostante, nel rispetto dei stringenti paramentri idraulici e geotecnici che le autorità locali e regionali hanno previsto per l’area delle Colline Metallifere. Grazie all’attenzione dedicata, in fase di progetto, a soluzioni ingegneristiche sostenibili, gli interventi permetteranno di restituire il sito all’ambiente circostante valorizzandone il passato minerario.

NEWSLETTER - GLI APPROFONDIMENTI

Shale gas: l’energia dalle rocce tra ottimismo tecnologico e perplessità ambientali. E’ un gas naturale “non convenzionale” estratto da rocce impermeabili argillose. In italiano lo traduciamo come “gas da scisti bituminosi”, ma ormai è per tutti semplicemente “shale gas”. Il dibattito internazionale tra chi lo considera l’energia del futuro e chi ne paventa insormontabili rischi ambientali è molto acceso. Intanto, tra Stati che ci credono (USA e Australia) ed altri che esprimono riserve (Francia), la tecnologia avanza e così anche le opportunità commerciali. Leggi tutto...
Idroelettrico di piccolo taglia alle isole Fiji: energia rinnovabile per un paradiso lontano. Le isole Fiji…se non sapete esattamente dove si trovano, ne avrete letto il nome su qualche depliant turistico, oppure siete tra quei fortunati che hanno visitato questo paradiso terrestre dall’altra parte del globo. A preservarne l’ecosistema, è in arrivo un innovativo progetto idroelettrico volto a ridurre la dipendenza dei residenti dalle fonti fossili di energia, in particolare il carburante diesel importato da sempre a prezzi proibitivi. MWH ha dapprima realizzato degli studi di fattibilità e indagini geotecniche e dal 2009, in partnership con Sinohydro Corporation of China, partecipa all’esecuzione della costruzione dell’impianto di Nadarivatu come owner’s engineer. Leggi tutto...
La bonifica e gli strumenti di risanamento ambientale: rischio reale o percepito? Lo studio Hamilton-Viscusi. Fino a poco prima degli anni ’80, la conoscenza e la percezione pubblica degli impatti ambientali legati alle attività industriale risultava molto limitata. Negli Stati Uniti, tale situazione cambiò radicalmente a partire dal 1976. In quell’anno, infatti, a Love Canal, un canale artificiale costruito nel 1890 nei pressi delle cascate del Niagara e originariamente impiegato per usi idroelettrici, si verifica un disastro ecologico che in qualche modo cambierà la storia della legislazione ambientale americana. Leggi tutto...

NEWSLETTER

L'EDITORIALE

  • Scarsità delle risorse naturali: efficienza e innovazione per valorizzarle al meglio. Scarsità delle risorse naturali: efficienza e innovazione per valorizzarle al meglio.

    di Stefano Susani, Operations Director MWH – Sud Europa

    Gli ultimi due secoli ci hanno abituato a correlare direttamente la crescita economica alla progressiva diminuzione del prezzo delle risorse naturali: dai prodotti alimentari all’acciaio, dall’acqua all’energia, dalla terra coltivabile al legname… ma cosa succede se progressivamente i prezzi di queste risorse crescono, riflettendo un aumento vertiginoso della domanda e una sofferenza...

    Leggi tutto...

IN PRIMO PIANO

MEMBERSHIP

amcham_ITbritcham

assolombardaassomineraria

assoreca_small

 logogbc

SITO MWH GLOBAL

logomwh

FIND US ON

image010
Global
image011
Careers
image012
image013
image014

 

CERTIFICAZIONI

A22-q8as