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Newsletter Settembre-Ottobre 2011

Una nuova mobilità a sostegno dell’ambiente. Il caso di Bre.Be.Mi.

62 km di tracciato autostradale e 35 di viabilità ordinaria. 64.000 m² di barriere acustiche, 6,8 milioni di ore risparmiate ogni anno e 382 milioni di Euro di incremento annuo del PIL. Sono questi alcuni numeri della nuova autostrada che collegherà Brescia, Bergamo e Milano in tempo per Expo 2015.


L’obiettivo principale è raggiungere un livello di mobilità più sostenibile, al servizio di un’area della Lombardia particolarmente congestionata lungo la A4 e intorno ai centri abitati delle pianure bergamasche e bresciane.
L’esperienza e gli studi in materia dimostrano che il successo delle più moderne politiche di sostenibilità nei trasporti è garantito da un approccio integrato, in cui vari elementi della viabilità urbana ed extraurbana e i vari stakeholder coinvolti lavorano in sinergia.
In una concezione sostenibile dello sviluppo urbano, la città continuerà ad avere delle esigenze di mobilità molto impegnative, ma dovrà essere in grado rispondervi con una crescente capacità di diminuire gli impatti ambientali generati in particolare dai veicoli privati.
Inquinamento atmosferico, emissioni di gas serra, inquinamento acustico, congestione, sicurezza stradale, degrado delle aree urbane, agricole e naturali, sono tanti degli elementi che le grandi infrastrutture viarie devono affrontare nel momento in cui si inseriscono in un determinato territorio.

Per saperne di più abbiamo sentito il dott. Marco Rustichelli, responsabile per il Consorzio BBM per il settore Ambiente e Archeologia:
Bre.Be.Mi, fin dalla fase progettuale, si è posta l’obiettivo di integrarsi nel territorio in maniera armoniosa e rispettosa degli equilibri ambientali esistenti, cercando delle soluzioni innovative a beneficio della comunità. Consapevole delle esigenze trasportistiche, Bre.Be.Mi. si è attivata sin dall’inizio con un approccio conoscitivo delle esigenze di tipo ambientale per poter ottimizzare la progettazione dal punto di vista della sostenibilità. E’ fondamentale che i principali attori che si occupano di progetti così importanti siano sensibili al tema della responsabilità sociale”.
Il progetto Bre.Be.Mi, in effetti, può vantare una serie di interventi innovativi dal punto di vista ambientale, come spiega ancora Rustichelli:
La progettazione, fin dalla fase definitiva, ha studiato varie soluzioni perseguendo lo sforzo dell’ottimizzazione delle risorse ambientali. Si è scelto di spingere il recupero del materiale scavato, per quanto compatibile con la normativa vigente, in modo da attingere il meno possibile a risorse esterne (cave). Inoltre, si è progettato un impianto a biomasse per cercare di sostenere il territorio nella sua esigenza di smaltire materiali derivanti dalle attività agricole ben radicate nel territorio e liquami zootecnici, oltre ad incentivare la coltivazione di essenze che potessero contribuire alla mitigazione dell’impatto visivo dell’infrastruttura, potendone ricavare una risorsa energetica spendibile sul territorio. Inoltre, sono in corso, ancora da prima dell’inizio dei lavori di costruzione, le attività di monitoraggio ambientale, calate sul territorio in ragione della sua sensibilità ambientale, in modo da poter misurare prima, dopo, e soprattutto “durante” la costruzione gli effetti che un’opera così importante può comportare, e porre in atto delle azioni specifiche ove necessario.”

L’ing. Paola Bacchi, Project Manager di MWH, che da più di due anni segue il Monitoraggio Ambientale su incarico del Consorzio BBM, sottolinea: “Le attività di monitoraggio portano a conoscere l’infrastruttura dal punto di vista dell’ambiente, della sua sensibilità ed esigenze, e solo con una forte attenzione agli aspetti locali si può monitorare in che modo e in che misura l’opera si stia integrando nel contesto ambientale”.
Un altro aspetto di sostenibilità cruciale in un’infrastruttura di tale calibro è sicuramente il rapporto con gli stakeholder.
Il coinvolgimento degli stakeholder è fondamentale, soprattutto per un’opera così estesa sul territorio, che coinvolge in primo piano i privati, i comuni, gli enti di controllo, la Regione e il Ministero dell’Ambiente”, afferma Rustichelli. “Anche in questo caso l’approccio è stato fin dall’inizio quello di attivare una forte comunicazione a tutti i livelli, dai sopralluoghi preliminari in fase di progettazione, alle riunioni di presentazione organizzate per Province di competenza, al contatto diretto del personale di cantiere nelle attività di costruzione di tutti i giorni, fino alla forma di comunicazione più utilizzata: Internet. Infatti, accedendo dal sito di Bre.Be.Mi è possibile vedere il tracciato e scaricare i dati validati dall’Osservatorio Ambientale”.
Per maggiori informazioni su Bre.Be.Mi. e sugli aspetti legati alla sostenibilità, è possibile visitare il sito ufficiale: http://www.brebemi.it/

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