Please wait...DI STEFANO SUSANI, OPERATION DIRECTOR MWH SUD EUROPA
E’ una delle potenze del G20 e della Nato, non è ancora ufficialmente membro dell’Unione Europea, eppure la Turchia è l’economia che sta registrando l’unico vero miracolo economico in Europa.
Insomma, mentre i Paesi dell’area Euro stagnano ancora alle prese con la crisi del 2009, la Turchia gode del suo boom economico e mostra al mondo il volto fresco di una democrazia a maggioranza musulmana ma laica, con una nuova classe media giovane, acculturata e dinamica, e con ambizioni internazionali forti.
L’Europa guarda alla Turchia con interesse e attenzione. Il ruolo che questo Paese candidato all’UE può giocare nelle relazioni con il Medio Oriente e il Nord Africa è importantissimo.
Il 12 giugno scorso, le elezioni parlamentari turche hanno confermato con maggioranza schiacciante il partito AKP guidato dallo storico leader Erdogan che, dal filoeuropeismo netto dei primi anni di governo, sta imboccando un secondo binario “neo-ottomano” che lo avvicinerebbe ai Paesi del vicino Oriente. La politica estera turca mira alla minimizzazione dei conflitti con il vicinato – sia europeo che mediorientale – con una linea democratica e diplomatica che ha posto il Paese come mediatore privilegiato tra i Paesi toccati dalla Primavera araba.
Il miracolo economico turco suscita l’interesse degli investitori privati e attira i fondi delle istituzioni finanziatrici europee che mirano ad uniformare il Paese ai criteri UE più stringenti.
L’approvvigionamento energetico, come in tutte le economie emergenti, è, ad esempio, una priorità per il Governo turco, ma anche di istituzioni come la BERS – Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo che sta accompagnando il Paese verso uno sviluppo più sostenibile. In questa newsletter troverete un articolo su due progetti finanziati dalla BERS e realizzati da un consorzio guidato da MWH, volti ad incentivare l’efficienza energetica e le energie rinnovabili in Turchia (MWH sostiene la green economy in Turchia con la BERS).
La Turchia è il mercato elettrico maggiore nel sud est Europa e le autorità competenti hanno stimato una crescita media annua dell’elettricità del 7% dal 2012 al 2018 considerando un’attuale capacità installata di 42GW e alcune principali fonti di energia rinnovabile su cui puntare: idroelettrico, geotermico, eolico e solare. i Entro il 2023, la Turchia si pone l’obiettivo di generare il 30% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili.
Questi obiettivi si sommano alla nuova politica di liberalizzazioni del mercato e agli incentivi del Governo turco a favore di aziende private estere a fronte di progetti che permettano il miglior sfruttamento possibile delle fonti rinnovabili esistenti.
Non stupisce, in effetti, come la Turchia diventi un’opportunità inestimabile per un’Europa alla ricerca di nuovi mercati e di nuovi partner che diano un impulso alla sua economia a crescita zero.