Comunicazione e formazione, l’incontro di due scienze grazie alle tecnologie digitali

La riflessione sugli studi sui mass media, dal loro uso alla loro influenza sulla società, iniziata negli anni ’70, trovò il suo spazio nelle aule universitarie agli inizi degli anni ’90, quando vennero aperti i primi corsi di laurea in Scienze della comunicazione. I media, ben presto, si imposero come “mediatori della realtà”, capaci di veicolare le conoscenze. Si pensi ad esempio ai diversi documentari che ci permettono di avere un’esperienza e sviluppare una conoscenza mediata della Roma di Giulio Cesare o delle tribù che popolano le isole dell’Oceano Indiano. Vicende lontane nel tempo e nello spazio, ma a portata di mano con un semplice click.

Con l’incontro tra il mondo della comunicazione e le scienze della formazione e grazie allo sviluppo di una “società della conoscenza”, si è passati dall’autoapprendimento e dalla teledidattica al paradigma dell’e-learning. Tutto questo ha spostato la formazione everywhere e anytime, con la promessa di rispondere alle esigenze sempre più complesse e ai ritmi che la nuova società imponeva.

E così il dialogo tra le due discipline – scienze della comunicazione e scienze della formazione – ha trovato il suo massimo punto di espressione con lo sviluppo della media education, “campo disciplinare che da qualche decennio esplora e promuove una conoscenza integrale del sistema dei media dal punto di vista educativo” declinata nelle sue quattro accezioni:

a) l’educazione con i media, in cui i media vengono usati per costruire e diffondere contenuti;

b) l’educazione ai media, definibile come media literacy, che si pone di sviluppare competenze alfabetiche, critiche ed espressive relative all’uso dei media per creare un consumatore autonomo e critico;

c) l’educazione attraverso i media, dove i media vengono visti come co-costruttori del sapere, capaci di fare da ponte tra il mondo esterno e il mondo dell’educazione;

d) l’educazione per i media, usata per la creazione delle competenze necessarie per formare i professionisti dei media.

Esempi della collaborazione tra comunicazione e formazione sono le università telematiche, i MOOC (Massive Open Online Course), corsi di formazione online gratuiti o a pagamento che vengono organizzati da università o da aziende private, e i Community Technology Centres, centri che forniscono ai residenti svantaggiati di una comunità l’accesso alla tecnologia dell’informazione e un’adeguata formazione per usarla. Oggi, il loro intervento cooperativo è di fondamentale importanza perché permette alla società di crescere in un’ottica digitalmente consapevole e costruttiva e di rispondere a esigenze sempre più complesse e disumanizzanti.

Simona Gambaro

Fonti

La media education: definizione e confini, A. Carenzio

Media education. Fondamenti teorici e prospettive di ricerca, P.C. Rivoltella

Diventare grandi all’epoca degli schemi digitali, S. Tisseron

Tecnologie, formazione, professioni. Idee e tecniche per l’innovazione, A. Cattaneo e P.C. Rivoltella

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